L'intervento della presidente dell'Ordine, Paola Pasqualini.
La graduatoria nazionale per l'accesso alla facoltà di Medicina, appena pubblicata, fa registrare 22.688 studenti risultati idonei a fronte di 17.728 posti disponibili, con una percentuale di candidati che non ha superato il semestre filtro oscillante tra il 25% e il 35%. Numeri che per il ministro dell'Università e ricerca, Anna Maria Bernini, certificano che «il nuovo modello del semestre filtro funziona». Non è della stessa opinione l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto, che – come gran parte dei professionisti – fin dall'introduzione del nuovo sistema ne ha evidenziato le criticità.
«Se l'obiettivo era quello di eliminare il numero chiuso alla facoltà di Medicina – dichiara la presidente dell'Ordine, Paola Pasqualini – alla prova dei fatti così non è stato e noi l'abbiamo sempre sostenuto, fin dall'inizio. Non devono ingannare i numeri e le dichiarazioni diffuse dal Ministero. Il sistema del semestre filtro si è rivelato un'altra forma di sbarramento, ma a condizioni nettamente peggiori. Ha avuto il solo effetto pratico di costringere migliaia di studenti a prepararsi in condizioni tutt'altro che ideali, tra il poco tempo a disposizione e un'enormità di prove e test da sostenere. Insomma, un pasticcio. Possiamo sostenere decisamente che l'esperimento è fallito e il sistema va ripensato e reso più equo, in modo che non sia una corsa a ostacoli in sei mesi, che non sono stati tali nella realtà, e più flessibile. Infatti si può e si dovrebbe poter fare una stima a medio-lungo termine del fabbisogno di medici con un bilancio tra ingressi e uscite. Già in passato sia gli Ordini che le sigle sindacali avevano evidenziato come in questi anni ci sarebbe stata una “gobba” pensionistica e quindi una carenza importante di medici, ma i decisori non ci hanno ascoltato e non hanno fatto alcuna modifica, e così continuano a fare. Inoltre vorrei sottolineare come questa riforma metta ancora di più in difficoltà economica le famiglie, soprattutto quelle che vivono in città senza sedi universitarie».
Per chi è già medico, invece, il 2026 in provincia di Grosseto si apre con i 24 nuovi iscritti all'Ordine: «Siamo soddisfatti – conclude la dottoressa Pasqualini – e tutti noi auspichiamo che possano restare o tornare nel loro territorio a svolgere l'attività professionale che hanno scelto. È comprensibile che un giovane voglia lavorare in grandi realtà, ma si può e si deve fare esperienza ovunque, anche nei piccoli centri. La provincia di Grosseto, dal capoluogo alla periferia, ha molto da dare».