Il tema del giorno: Nuove frontiere nella terapia del diabete mellito tipo 2 – di Alessandro De Palma
Dulaglutide, semaglutide e tirzepatide hanno rivoluzionato il trattamento del diabete di tipo 2; i primi due sono agonisti dei recettori GLP-1, mentre tirzepatide agisce anche sui recettori GIP, azione che la rende più efficace nella perdita di peso.
L’impiego di questi farmaci e la scelta tra loro dipende da fattori individuali come la opportunità di offrire protezione cardio-nefro-metabolica, l’efficacia nel controllo della glicemia, l'efficacia nel controllo del peso, il profilo di effetti collaterali (principalmente gastrointestinali), la presenza di comorbilità e i costi, rivolgendo sempre attenzione alla personalizzazione della cura. Questi farmaci rappresentano, assieme agli SGLT2 inibitori, la più avanzata frontiera terapeutica per il diabete tipo 2 sia per i loro effetti benefici sulla salute cardio-nefrometabolica dei pazienti sia per l’efficacia in termini di prevenzione e trattamento delle complicanze del diabete.
Nello specifico:
Semaglutide e dulaglutide agiscono come agonisti selettivi del recettore GLP-1, mimando l'azione dell'incretina endogena con un'emivita prolungata, cosa che ne consente la somministrazione settimanale. Le due molecole stimolano la secrezione insulinica glucosio-dipendente, sopprimendo al contempo il glucagone e rallentando lo svuotamento gastrico.
Tirzepatide presenta un meccanismo d'azione dual, attivando sia i recettori GLP-1 che GIP, con un effetto sinergico sulla perdita ponderale che si traduce in risultati superiori rispetto ai soli agonisti GLP-1.
L'effetto anoressizzante di questi farmaci deriva dall'azione sui centri ipotalamici della sazietà e dal rallentamento dello svuotamento gastrico, che produce una sensazione di pienezza precoce e prolungata. Tale riduzione dell'appetito, sebbene terapeuticamente desiderabile, può determinare un'assunzione calorica inadeguata se non opportunamente gestita.
In conclusione, ecco alcuni suggerimenti di utilizzo:
– Terapia di base con la metformina (a dosi adeguate, salvo intolleranza o controindicazioni);
– In pazienti con malattia cardiovascolare, è preferibile associare, in prima istanza, un inibitore di SGLT2 o un agonista recettoriale del GLP-1 indipendentemente dal controllo glicemico;
– L’uso del doppio agonista GIP/GLP-1, che, a fronte di un maggior costo, presenta maggior efficacia su peso e glicemia rispetto agli agonisti recettoriali del GLP-1, è raccomandabile nei pazienti già in terapia con un agonista recettoriale GLP-1 da almeno 6 mesi che presentino almeno una delle seguenti condizioni: mancato raggiungimento del target glicemico individuale; necessità di maggior perdita di peso
Ricordiamo infine, che la prescrizione a carico del Servizio sanitario nazionale deve avvenire nel rispetto delle indicazioni contenute nella nota e, per gli agonisti recettoriali del GLP1 e i doppi agonisti recettoriali GIP/GLP1, da soli o in associazione con altri farmaci, prevede la compilazione della scheda di valutazione e prescrizione da parte dei medici di medicina generale o degli specialisti.