L'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto celebra la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato.
Ricorre il 20 febbraio ed è stata istituita in Italia per onorare il lavoro e il sacrificio degli operatori durante la pandemia di Covid-19, ricordando la data in cui a Codogno venne scoperto il “paziente uno”.
«Una ricorrenza – dichiara la presidente dell'Ordine, Paola Pasqualini – che nel nostro territorio assume un significato particolare. Una provincia estesa, con una popolazione di circa 225mila residenti e milioni di visitatori annuali, dove i professionisti della sanità affrontano sfide decisamente dure, pur non mancando le eccellenze: continuiamo a soffrire per la carenza dei medici, per le liste d'attesa, per la gestione delle patologie croniche in comunità rurali sempre più anziane, passando per le emergenze stagionali legate al turismo. Per questo la Giornata degli operatori sanitari è l’occasione per riflettere pubblicamente sul lavoro svolto da chi, tutti i giorni (non solo oggi!), con competenza e umanità, si prende cura della salute di tutti i cittadini. Non vogliamo essere definiti eroi, ma professionisti che ogni giorno fanno il loro dovere nonostante le innegabili difficoltà in un’epoca segnata da continue emergenze e da un Sistema sanitario sotto pressione a ogni livello. Professionisti cui prioritariamente è affidata la tutela dello stato di salute della persona e del benessere psichico e fisico, professionisti che si basano sul rispetto della vita e della dignità, in un legame fiduciario che è alla base della nostra professione».
«A monte – aggiunge la presidente Paola Pasqualini – resta sempre la quantità insufficiente di risorse economiche per la sanità stanziate a livello centrale, un fattore che ovviamente si ripercuote poi a livello locale. Per questo non ci stancheremo mai di ribadire al Governo, al ministero della Salute e alla Regione Toscana la necessità di investire maggiormente in formazione continua, negli incentivi per i giovani medici e nella digitalizzazione, per realizzare anche in Maremma un modello di sanità territoriale sostenibile».