Il tema del giorno: di Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto

Stiamo vivendo un periodo epocale e particolare della nostra storia e del nostro Paese, che coinvolge la politica, l'economia, tutta la società e quindi anche la nostra professione. La medicina e l'organizzazione del sistema sanitario sono molto cambiati dall'epoca descritta nel film “Il medico della mutua” del 1968, tratto da un libro scritto proprio da un medico nel 1964, il dottor Giuseppe D'Agata di Bologna. L'attuale Sistema sanitario è nato nel 1978 con l'onorevole Tina Anselmi: era uno dei più avanzati all'epoca e lo è tuttora. Pone la salute come diritto dell'individuo in un sistema pubblico e universalistico, come prevede l'articolo 32 della Costituzione che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della comunità nel rispetto della dignità e libertà della persona umana e garantisce agli indigenti cure gratuite”. 

Siamo passati da un rapporto paternalistico a una medicina che vede la persona al centro in un'alleanza decisionale e terapeutica in cui medico e paziente parlano tra loro con lo scopo di trovare il percorso diagnostico-terapeutico migliore. La Legge 219/2017 dice che la relazione è tempo di cura e l'articolo 20 del nostro Codice deontologico, analogamente, prevede all'articolo 20 la relazione di cura: ”La relazione tra medico e paziente è costituita sulla libertà di scelta e sull’individuazione e condivisione delle rispettive autonomie e responsabilità. Il medico nella relazione persegue l’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia e sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura”. 

Alleanza di cura, fiducia: non significa certo che si chiedano al medico terapie e prestazioni come al supermercato. È il medico che conosce la situazione e gli eventuali effetti collaterali della cura e che ha le competenze per scegliere il percorso più adatto per ogni persona. I medici sono i professionisti della salute, e a loro occorre affidarsi. In un mondo dove tutto è online, non sempre ciò che si trova è vero e affidabile, altrimenti i medici studierebbero su Facebook o su Google. E allora, se il medico è custode della relazione terapeutica e nessuna tecnologia può sostituire la fiducia, ecco che insieme, medico e cittadino, in un nuovo patto, dovranno lavorare per salvare il nostro Sistema sanitario nazionale, che rimane il migliore in Europa e nel resto del mondo.