Nel celebrare il 2 giugno, anniversario della nascita della Repubblica italiana, l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Grosseto rivolge il proprio pensiero a una delle pagine più alte della storia nazionale: il giorno in cui il popolo italiano scelse la democrazia, la partecipazione e la responsabilità condivisa come fondamento del proprio futuro.
Il 2 giugno 1946 fu il giorno del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea costituente, chiamata a scrivere la Costituzione della Repubblica. Una data che segna anche il simbolo di una conquista che ha cambiato per sempre il volto dell’Italia: il pieno ingresso delle donne nella vita pubblica e politica della nazione, con l'esercizio del diritto di voto riconosciuto l'anno precedente. Il suffragio universale segnò così l’inizio di una nuova stagione, nella quale la voce femminile cessò di essere marginale e divenne parte costitutiva della Costituzione repubblicana: da quella conquista nacque anche la presenza femminile nell’Assemblea costituente, dove sedettero 21 donne elette su 556 deputati che seppero portare nella Carta fondamentale della nostra Repubblica una sensibilità nuova, una visione concreta dei diritti, della giustizia sociale, della dignità della persona.
Ricordare le donne della Costituente significa riconoscere il merito di chi seppe affermare con determinazione il principio della parità, ponendo le basi per un ordinamento in cui i diritti non dipendono dal genere, ma appartengono alla persona in quanto tale. Un caposaldo formalizzato negli articoli 3 (che sancisce il principio di uguaglianza) e 51, che afferma con chiarezza che tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, e che la Repubblica promuove pari opportunità tra donne e uomini.
Un'affermazione dalla portata enorme, che ha aperto un cammino che non si è fermato alla rappresentanza politica ma ha inciso progressivamente anche nel mondo del lavoro, delle professioni, delle istituzioni e della cultura. Il riconoscimento della piena cittadinanza femminile ha contribuito a rendere sempre più legittima, naturale e necessaria la presenza delle donne in ogni ambito della vita pubblica e professionale. Quella conquista parla ancora al presente, e coinvolge anche il mondo delle professioni sanitarie. Il sistema della salute vede oggi una presenza femminile decisiva e competente, una ricchezza per le istituzioni, per i servizi e per le comunità. Ricordare il 2 giugno significa allora anche rinnovare l’impegno a costruire contesti professionali sempre più equi, rispettosi del merito, della dignità del lavoro e delle pari opportunità.
Paola Pasqualini, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Grosseto e coordinatrice del Gruppo di lavoro sulla Medicina di genere della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri